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Angoscia
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Lmwcg'mwcwangoscia è uno stato mwdapsichico mwdqcosciente di un individuo caratterizzato da un mwdgsentimento intenso di mwdwansia e mweaapprensione. Rappresenta una mweqpaura senza nome, le cui cause e origini non sono apparenti, ovvero non dirette o immediatamente individuabili. Per tale motivo, l'angoscia non è solo minacciosa, ma spesso anche catastrofica per l'individuo che la vive.cite-ref-1[1]cite-ref-0-2-0[2]

Contents

Note

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Descrizione

A differenza della mwjgpaura, in ambito mwjwpsicoanalitico essa rappresenta ed è vista e percepita dall'mwkaIo come una situazione catastrofica, tale da mettere in crisi la capacità dell'Io di controllare e gestire le pressioni del mwkqSuper-io e dell'mwkgEscite-ref-3[3].

Ogni persona è abbandonata a sé stessa e costretta a operare delle scelte che possono prospettarsi errate, pericolose, o addirittura lesive per la sua stessa esistenza; quindi, dal momento che ciascuno condivide la stessa condizione di fronte all'atto di scegliere, l'angoscia è necessariamente un fondamento dell'essenza umana, primigenio e inalienabilecite-ref-1-4-0[4].

Attualmente si tende a definire l'angoscia come un senso di mwnqfrustrazione e malessere, una sofferenza psicologica che può degenerare anche in diverse mwngpatologie (si pensi allmwnw'mwoaangoscia di castrazione infantile o allmwoq'mwogangoscia esistenziale di derivazione kierkegaardiana)cite-ref-0-2-1[2].

Essendo l'esistenza umana aperta al futuro, l'angoscia è strettamente connessa all'avvenire, che è poi quell'orizzonte temporale in cui l'esistenza si realizza: "Per la libertà, il possibile è l'avvenire, per il tempo l'avvenire è il possibile. Così all'uno come all'altro, nella vita individuale, corrisponde l'angoscia". Il passato può angosciare in quanto si ripresenta come futuro, cioè come una possibilità di ripetizione. Una colpa passata, ad esempio, genera angoscia se non è veramente passata, perché in questo caso genererebbe solo mwqapentimento. L'angoscia è legata a ciò che è, ma può anche non essere, al nulla connesso ad ogni possibilità; ma siccome l'esistenza è possibilità, l'angoscia è il tarlo del nulla nel cuore dell'esistenzacite-ref-0-2-2[2]cite-ref-1-4-1[4].

Il termine angoscia è stato utilizzato per la prima volta in termini mwswfilosofici da mwtaSøren Kierkegaard (mwtq1813–mwtg1855) per definire la condizione preliminare dell'essenza umana, che emerge quando l'uomo si pone davanti ad una scelta: la mwtwlibertà sconfinata di scelte che l'uomo può operare lo getta in preda all'angoscia, conscio delle mwuaresponsabilità derivanti dal fatto che una scelta positiva significhi potenzialmente milioni di scelte negative. L'angoscia è definita quindi come il mwuqsentimento della possibilitàcite-ref-0-2-3[2]cite-ref-1-4-2[4].

Nella mwwwfilosofia contemporanea il tema dell'angoscia è stato ripreso da mwxaMartin Heidegger in questi termini:

«Con il termine angoscia non intendiamo quell'

ansietà

assai frequente che in fondo fa parte di quel senso di

paura

che insorge fin troppo facilmente. L'angoscia è fondamentalmente diversa dalla paura. Noi abbiamo paura sempre di questo o di quell'ente determinato, che in questo o in quel determinato riguardo ci minaccia. La paura di... è sempre anche paura per qualcosa di determinato. Nell'angoscia, noi diciamo, uno è spaesato. Ma dinanzi a che cosa v'è lo spaesamento e cosa vuol dire quell'uno? Non possiamo dire dinanzi a che cosa uno è spaesato, perché lo è nell'insieme. Tutte le cose e noi stessi affondiamo in una sorta di indifferenza. Questo, tuttavia, non nel senso che le cose si dileguino, ma nel senso che nel loro allontanarsi come tale le cose si rivolgono a noi. Questo allontanarsi dell'ente nella sua totalità, che nell'angoscia ci assedia, ci opprime. Non rimane nessun sostegno. Nel dileguarsi dell'ente, rimane soltanto e ci soprassale questo nessuno. L'angoscia rivela il niente. Che l'angoscia sveli il niente, l'uomo stesso lo attesta non appena l'angoscia se n'è andata. Nella luminosità dello sguardo sorretto dal ricordo ancora fresco, dobbiamo dire: ciò di cui e per cui ci angosciavamo non era "propriamente" - niente. In effetti il niente stesso, in quanto tale, era presente»

(Martin Heideggercite-ref-5[5])

Al termine di un sogno

Secondo Freud:

«L'angoscia è una delle reazioni di rifiuto dell'Io di fronte a desideri

rimossi

fatti sintensi, e quindi anche nel

sogno

essa trova facilmente spiegazione nel fatto che la formazione onirica si è posta in misura eccessiva al servizio dell'appagamento di questi desideri rimossi»

( Cinque conferenze sulla psicoanalisicite-ref-6[6])

Durante il sogno si verifica una attenuazione della resistenza psichica dovuta alla rimozione di fatti traumatici ritenuti non compatibili con la personalità etica o estetica dell'Io cosciente. Queste mwagpulsioni di desiderio rimosse trovano un appagamento sostitutivo e compensativo in un sogno che indirettamente assomiglia e rinvia al contenuto rimosso, che nel sogno si manifesta in modo deformato tale da poter essere tollerato dalla censura dell'Io cosciente. Tuttavia, quando il sogno è troppo simile al contenuto rimosso e rischia di far riaffiorare a coscienza tale mwawcomplesso psichico, la persona si sveglia improvvisamente avvolta da uno stato di angoscia.

Note

cite-note-11. mwcgmwcwmwdaSentirsi confusi a causa dell'ansia e dell'angoscia, su mwdqguidapsicologi.it.
cite-note-0-22. mwfwmwgamwgqAngoscia, su mwggBlog di psicologia.
cite-note-33. mwhgmwhwmwiaAngoscia e ansia in Freud e Lacan, su mwiqstateofmind.it.
cite-note-1-44. mwkqmwkgmwkwAngoscia: uno stato emotivo doloroso e oppressivo, su mwlaipsico.it.
cite-note-55. mwmaMartin Heidegger, mwmqChe cos'è la metafisica?, Milano, Adelphi, 1987 mwmg[1929].
cite-note-66. S. Freud,mwngCinque conferenze sulla psicoanalisi, Bollati Boringhieri,tr.it.Angela Staude, ottobre 2020 (ristampa), p. 55. ISBNmwoa 978-88-339-0204-3

Bibliografia

• Søren Kierkegaard - mwqamwqqLa malattia mortale
• mwrwHans Urs von Balthasar - mwsaIl cristiano e l'angoscia, J. B., Milano 1987
• mwsgJames Hillman, mwswSaggio su Pan, ADELPHI, 1991
• mwtqJacques Lacan, mwtg Il seminario. Libro X. L'angoscia 1962-1963, ed Einaudi. 2007
• mwuaHans Urs von Balthasar, Il cristiano e l'angoscia. Jaca Book, 2018.
• mwugSigmund Freud, mwuwInibizione, sintomo e angoscia, Bollati Boringhieri, 1981
• mwvqMichele Mari, mwvgIo venía pien d'angoscia a rimirarti , Einaudi, 2016

Voci correlate
Altri progetti

Altri progetti

• Wikiquote
• Wikizionario

• Wikiquote contiene citazioni sull'angoscia
• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «angoscia»

Collegamenti esterni

• citerefuniverso-del-corpoAdolfo Pazzagli; Gianni Carchia, Angoscia, in Universo del corpo, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1999.
• citerefdizionario-di-filosofiaangoscia, in Dizionario di filosofia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.
• mwyw(FR) Un testo di mwzaSigmund Freud: mwzqmwzgL'angoisse de la naissance, prototype des angoisses ultérieures
• mw0a(FR) Bibliographie sur l'angoisse, su biblioconcept.com. URL consultato il 7 maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 6 dicembre 2010).